Testimonianze


Dr. Dario Zamboni

Queste sono solo alcune delle testimonianze che raccontano l'esperienza del DETOX EMOZIONALE.

Buona lettura!


MESSAGGIO INVIATO ALL’AUTRICE DELL’ARTICOLO APPARSO SULLA RIVISTA ELLE.

Buongiorno, Mariangela. 

Le scrivo dopo aver fatto tre sedute di Detox Emozionale con il Dottor Zamboni. Mi sono rivolta al Dottor Zamboni dopo avere letto il Suo articolo apparso su Elle di qualche mese fa; e' nato quindi il desiderio di scriverLe per ringraziarLa di aver cosi' realisticamente descritto una pratica che probabilmente non avrei mai preso in considerazione altrimenti (sono di natura piuttosto scettica, anche se curiosa), e che e' stata invece una inaspettata, profonda esperienza; un viaggio di esplorazione che forse non avrei mai intrapreso senza il Suo contributo, arrivato-come spesso accade- al momento giusto. Sto ancora facendo ordine fra tutto quello che e' affiorato, cose belle e meno belle, talvolta con fatica ma sempre con entusiasmo; non so a cosa portera' questa esperienza, a quali cambiamenti dentro e fuori, ma so per certo che mi sono affacciata ad una finestra dalla quale ho visto cose che ignoravo fossero li', e sono contenta di averle trovate.

Grazie, dunque, per il Suo inconsapevole contributo!

Lucia


…un respiro veloce, molto veloce, sempre più veloce.

Mi ero preparata come possibile, ma non immaginavo potesse essere così faticoso. Mi sembra di correre su per una montagna e di non arrivare mai. Continuo a correre a fatica per il pendio, recupero fiato in brevi attimi di sosta, e poi riprendo questa impresa, senza fiato. Nel frattempo sento la voce dell’uomo alle mie spalle che mi guida nel mio incedere, le sue parole si fanno largo sempre più velocemente dentro di me.
Fino a che qualcosa fa breccia. Pieno centro.

E sento qualcosa cedere.

E squarciarsi.

Avverto un dolore che parte dal centro di me stessa e prontamente si estende, nuota senza respiro fino alla superficie per rendersi visibile. Io cerco di lottare con me stessa per trattenermi, ma è inutile e controproducente.

Sento che mi devo lasciare andare.

E così il dolore esce, tramite lacrime e singhiozzi che non posso controllare. Qualcosa che è più forte di me, eppure che mi nasce da dentro, ha preso il possesso del mio corpo e non vuole far smettere questo fiume. È il pianto della sofferenza di anni di repressione, lo spasimo dell’ombra che allenta la sua presa sui miei polsi e sulla mia gola, il singulto che sputa fuori il disagio ed il malessere. Il trattamento asseconda questo flusso, fino a che si esaurisce. E nel momento stesso in cui smetto di piangere, sento un macigno che viene sollevato di peso dal mio petto.

Sto respirandoForse per la prima volta.

Le parole della mia guida continuano a trasportarmi, ora davvero più leggera, nel mio percorso all’interno di me stessa. Sento il mio corpo vibrare, anche se non sono io a comandargli di farlo. Eppure è una sensazione bellissima. Stranamente assurda e inaspettatamente piacevole. Continuo a respirare, a pieni polmoni, ancora un po’ scossa, ma cosciente di quanto appena provato. E poi, lentamente, il respiro torna tranquillo, le gambe si rilassano, e torno ad aprire gli occhi.  

Su un mondo che mi sembra più luminoso di prima.

Laura




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